Lampedusa, 3 ottobre 2013

ASMiRA condivide i sentimenti di tristezza, commozione e indignazione per la tragedia consumatasi la scorsa settimana al largo delle coste di Lampedusa.

Dopo esserci uniti, nella giornata di venerdì, al lutto di tutti gli italiani osservando un minuto di silenzio prima dell’inizio del corso sulle migrazioni forzate, abbiamo selezionato alcuni degli articoli e video pubblicati sull’accaduto, che vi proponiamo qui di seguito per tenere viva nella nostra memoria l’immagine delle vittime di questa tragedia.

Le centinaia di persone che hanno trovato la morte nel naufragio sono state vittime per la seconda volta. Erano vittime della guerra, della persecuzione e della fame che le avevano spinte a intraprendere un pericolosissimo viaggio per salvare la loro vita e la vita dei loro cari. Strumentalizzare l’accaduto significa violare la dignità umana di queste persone, infierire sul loro stato di vittime per la terza volta.

È importante quindi che non si dimentichi, che le parole e le intenzioni espresse in questi giorni non restino meramente tali, non cadano nel dimenticatoio fino alla prossima tragedia. Prendendo in prestito le parole pronunciate dal Presidente della Camera Laura Boldrini:

“per dare un senso pieno alla commozione, al lutto nazionale e al minuto di silenzio nelle scuole, nulla dovrà essere più come prima”.

Vi segnaliamo questo appello di Melting Pot.

 

A. Cimarelli, Vedere Lampedusa e morire. 743 volte 
G. Del Grande, Il silenzio dei vivi, la fabbrica dei luoghi comuni e quelle storie che cambieranno l’estetica della frontiera
Il Post, tag: Lampedusa
G. Lerner, Le tre cose da fare per poterci dire umani
W. Mayr e M. Popp, Lampedusa Tragedy: Deaths Prompt Calls to Amend Asylum Rules
A. Segre, “Si ma allora, come si fa? Possiamo mica prenderli tutti qui, no?”
N. Sigona, Italy ignores real cause of Lampedusa refugee tragedy

Za Lab, Mare chiuso

 

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