Le nostre esperienze

Amici e soci di ASMiRA hanno compilato un breve questionario in cui ci raccontano la loro esperienza in diverse organizzazioni internazionali, ONG, Master o summer school. Clicca sui loro nomi per saperne di più.

UNHCR

Leggi l’esperienza di Mandalena presso l’ufficio dell’UNHCR in Albania.

Presso quale ente hai svolto il tuo tirocinio?
Ho svolto il tirocinio presso l’UNHCR a Tirana, in Albania.
Quanto è durato?
Il tirocinio è durato tre mesi, dall’8 settembre 2015 al 11 dicembre 2015, con un orario di lavoro a tempo pieno.
Era retribuito?
No.
In che modo sei venuto a conoscenza di questa possibilità?
Tramite il professore di International Refugee and Human Rights Law, Josè Fischel.
Come si è svolta la selezione? Che competenze erano richieste? Che titoli di studio?
Ho fatto l’application compilando il Personal History form (P11). Le competenze richieste erano in riferimento al settore d’interesse in cui si voleva svolgere lo stage; io ero e sono interessata alla protezione dei rifugiati quindi sostanzialmente venivano chieste conoscenze legali e conoscenze sul funzionamento dell’UNHCR in generale. La lingua del lavoro era l’inglese quindi si richiedeva una conoscenza dell’uso della lingua fluente (fluency in English) e la conoscenza di un’altra lingua di uno dei paesi dell’UE, mentre la conoscenza della lingua locale era visto come un plus.
Che mansioni hai svolto?
Mi sono occupata di un progetto riguardante i diritti e l’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati in Albania, trattando della legislazione esistente e della pratica svolta nonché evidenziando i gap legislativi nelle fonti di esecuzione della legge sull’asilo. Mi sono occupata della press review ogni giorno e ho avuto modo di intervistare ed essere in contatto direttamente i richiedenti asilo e rifugiati anche bambini. Oltre a ciò ho svolto anche varie ricerche legislative e partecipato a conferenze.
La consideri un’esperienza utile per la tua crescita personale e professionale?
È stata una delle migliori esperienze fatte fino ad ora. Ho avuto modo di occuparmi di un campo di mio interesse che è la protezione dei rifugiati ed è stata decisiva per confermare l’ambito di cui mi vorrei occupare nel futuro che riguarda proprio la protezione dei diritti umani attraverso le organizzazioni dell’ONU. Il fatto di aver svolto un tirocinio in una delle organizzazioni dell’ONU per di più nel mio paese, ha dato un grande contributo alla scelta della carriera a cui mi vorrei dedicare.
Consigli, varie ed eventuali
Consiglierei sempre di svolgere almeno uno stage all’estero in qualsiasi agenzia, studio o luogo di lavoro perché permette di raffrontarsi direttamente con quello che è il mondo del lavoro ma anche di conoscere ambienti differenti da quello in cui si vive, il che permette di costruirsi sia un bagaglio culturale che professionale di grande spessore.

Leggi l’esperienza di Camilla presso l’ufficio francese dell’UNHCR.

Presso quale ente hai svolto il tuo tirocinio?
Presso la delegazione per la Francia e il Principato di Monaco dell’UNHCR.
Quanto è durato?
Sei mesi (01-07/2015)
Era retribuito?
No, ma ho ricevuto la borsa Erasmus Placement.
In che modo sei venuto a conoscenza di questa possibilità?
Tramite la mia università, si è trattato di uno stage nell’ambito dell’Erasmus Placement.
Come si è svolta la selezione? Che competenze erano richieste? Che titoli di studio?
Una prima selezione è stata svolta direttamente dalla mia università ed è stata basata sugli esami e la media dei voti. Successivamente i candidati preselezionati hanno fatto un colloquio in inglese e francese per verificare soprattutto la conoscenza giuridica delle lingue. Infine ho fatto due colloqui telefonici direttamente con quelli che sarebbero stati i miei futuri capi a Parigi. In generale mi sono state fatte domande circa il mio percorso accademico (perché avevo scelto alcuni esami, cosa volevo fare dopo l’università), le mie attività extrascolastiche e l’interesse per i diritti umani e il diritto dei rifugiati.
Che mansioni hai svolto?
Ho fatto davvero tante cose diverse. Il mio compito principale era seguire i casi individuali a seguito di interpello degli organi che si occupano di prendere le decisioni sulle domande di protezione internazionale in Francia, cioè l’OFPRA e la Cour Nationale du Droit d’Asile (CNDA). Ho accompagnato spesso il mio capo alle riunioni dei collettivi di associazioni presso cui la delegazione UNHCR di Parigi era osservatore, redigendo poi un verbale di quanto era stato detto. Gestivo l’archivio della corrispondenza della Protection Unit, preparavo le risposte che venivano poi inviate dal mio capo. Una volta al mese ogni stagista aveva il compito di verbalizzare le riunioni dello staff. Ho avuto la possibilità di recarmi più volte alla CNDA per seguire alcune udienze. Sono andata con altri membri dello staff negli accampamenti temporanei che si formavano spontaneamente a Parigi per informarci sulle persone che ci vivevano e far circolare report sulla situazione. Ho avuto anche la possibilità di partecipare a diverse formazioni e conferenze ed ho aiutato nella preselezione dello stagista che avrebbe poi preso il mio posto.
La consideri un’esperienza utile per la tua crescita personale e professionale?
Assolutamente sì.
Consigli, varie ed eventuali
È uno stage impegnativo per diversi motivi. È un lavoro a tempo pieno, mi è capitato di lavorare ben più di 8 ore al giorno anche se il clima in ufficio era sempre piacevole e tranquillo. Inoltre non è retribuito e la durata è di sei mesi. Nonostante ciò, è un’esperienza che consiglio caldamente a tutti, a me è servita sia dal punto di vista professionale che da quello umano. Necessaria una buona conoscenza della lingua francese e di quella inglese. Se avete un minimo di conoscenze pregresse della legislazione francese in materia di asilo meglio. In generale tutti gli stagisti della Protection Unit erano giuristi, non è necessario però essere già laureati. Nella sezione che si occupa di raccolta fondi cercavano economisti, mentre nella sezione PI non c’era nessun requisito specifico.

 

AMNESTY INTERNATIONAL

Leggi l’esperienza di Chiara presso l’ufficio di Bruxelles di Amnesty International.

Presso quale ente hai svolto il tuo tirocinio?

La sezione francofona di Amnesty International di Bruxelles.
Quanto è durato?
Tre mesi.
Era retribuito?
No.
In che modo sei venuto a conoscenza di questa possibilità?
Ho mandato una candidatura spontanea on-line, ma pubblicano spesso annunci sul sito.
Come si è svolta la selezione? Che competenze erano richieste? Che titoli di studio?
Ho svolto una breve intervista così che potessero valutare la mia conoscenza del francese e delle materie trattate da Amnesty International. La laurea non era un pre-requisito.
Che mansioni hai svolto?
Ci sono vari tipi di stage per l’organizzazione, alcuni amministrativi gli altri principalmente per il settore “comunicazione”. Ho svolto il secondo tipo di tirocinio scrivendo articoli in francese.
La consideri un’esperienza utile per la tua crescita personale e professionale?
Non veramente: dopo due settimane avevo già imparato quello che c’era da imparare, consiglierei questo tirocinio a chi ha davvero poca esperienza lavorativa a chi vuole migliorare ulteriormente la propria conoscenza del francese.
Consigli, varie ed eventuali
Trovare un lavoro in quella sede è difficile ma non impossibile. Lo stage può servire per perfezionare la lingua e come trampolino per accedere a stage più prestigiosi.

 

 

 

 

 

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